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Whipping Girl di Julia Serano: il manifesto transfemminista

Pubblicato una settimana fa · 6 fonti citate Generato con AI
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Whipping Girl di Julia Serano: il manifesto transfemminista

Nel 2007 la biologa e scrittrice americana Julia Serano pubblicò Whipping Girl: A Transsexual Woman on Sexism and the Scapegoating of Femininity [1], un libro che avrebbe ridefinito il modo in cui il mondo accademico e attivista pensa al rapporto tra sessismo e transfobia. A quasi vent’anni dalla sua uscita, Whipping Girl resta uno dei testi più influenti nella teoria di genere contemporanea, adottato in centinaia di corsi universitari e tradotto in diverse lingue [6]. Ha introdotto nel lessico politico e accademico concetti come transmisoginia e cissessismo, parole che oggi sono strumenti analitici indispensabili per chiunque voglia comprendere le discriminazioni subite dalle donne trans [4].

Chi è Julia Serano

Julia Serano è una biologa molecolare e cellulare, scrittrice e attivista [3]. Ha conseguito il dottorato in biochimica e biofisica alla Columbia University e ha condotto ricerche presso l’Università della California a Berkeley. È una donna trans che ha fatto coming out e ha iniziato la transizione nei primi anni 2000.

La sua formazione scientifica permea profondamente la sua scrittura: Serano affronta i temi del genere con il rigore analitico della scienziata e l’esperienza vissuta della donna trans. Questa doppia prospettiva — accademica e personale — è una delle ragioni per cui Whipping Girl risulta così efficace. Non è un trattato astratto: è un’analisi teorica radicata nell’esperienza concreta della discriminazione.

Oltre a Whipping Girl, Serano ha pubblicato Excluded: Making Feminist and Queer Movements More Inclusive (2013) e Sexed Up: How Society Sexualizes Us, and How We Can Fight Back (2022), consolidando la sua posizione come una delle voci più lucide nel panorama transfemminista internazionale [3].

La tesi centrale: sessismo + transfobia = transmisoginia

Il cuore del libro è un’idea semplice e potente: le donne trans non subiscono semplicemente transfobia, né semplicemente sessismo. Subiscono una forma specifica di oppressione che Serano chiama transmisoginia — un termine che lei stessa ha coniato [1] — e che nasce dall’intersezione di queste due forze [4][5].

La transmisoginia spiega perché le donne trans sono bersaglio di un’ostilità qualitativamente diversa da quella rivolta agli uomini trans [5]. Nella nostra società, argomenta Serano, la femminilità è sistematicamente svalutata rispetto alla mascolinità. Un uomo trans che “diventa” maschio, nella percezione sociale dominante, compie un passo verso l’alto nella gerarchia di genere. Una donna trans che “diventa” femmina compie il percorso opposto: abbandona volontariamente il privilegio maschile per abbracciare una femminilità che la società considera inferiore. Questo la rende doppiamente bersaglio: è punita per essere trans e per aver “scelto” la femminilità [1].

Serano è attenta a precisare che questa analisi non sminuisce le difficoltà degli uomini trans o delle persone non binarie. Piuttosto, il concetto di transmisoginia serve a spiegare un pattern specifico: perché le donne trans appaiono con tanta frequenza nei media come oggetto di scherno, perché la violenza contro le donne trans — in particolare le donne trans di colore — raggiunge livelli epidemici, perché il discorso pubblico si accanisce con particolare virulenza contro di loro [4].

Cissessismo: il pregiudizio invisibile

Un altro concetto chiave introdotto da Serano è il cissessismo (a volte chiamato anche cisnormatività): l’assunzione, implicita e pervasiva, che l’identità di genere delle persone cisgender sia più autentica, più naturale, più legittima di quella delle persone transgender [1]. Il cissessismo opera come un pregiudizio strutturale: non ha bisogno di essere espresso apertamente per produrre effetti. È incorporato nelle istituzioni, nel linguaggio, nella cultura.

Il cissessismo si manifesta in modi quotidiani e spesso invisibili a chi non ne è colpito: l’aspettativa che le persone trans debbano “dimostrare” la propria identità attraverso un aspetto fisico conforme, la richiesta di spiegazioni mediche o psicologiche che non si rivolgerebbero mai a una persona cisgender, il trattamento della cisgenderità come condizione “normale” e della transgenderità come deviazione da spiegare.

Serano distingue tra due forme principali di cissessismo [1]. La prima è la delegittimazione opposizionale, che consiste nel negare attivamente l’identità delle persone trans — è la posizione di chi dice “un uomo è un uomo, una donna è una donna, punto”. La seconda, più insidiosa, è la delegittimazione tradizionale, che accetta l’esistenza delle persone trans ma le tratta come versioni inferiori o meno autentiche del genere in cui si identificano — è la posizione di chi dice “ok, sei una donna trans, ma non una donna vera”.

Lo scapegoating della femminilità

Una delle analisi più originali di Whipping Girl riguarda quello che Serano chiama scapegoating della femminilità: il processo attraverso cui la femminilità viene utilizzata come capro espiatorio per i problemi legati al genere [1].

Serano osserva che nella cultura occidentale la femminilità è associata a debolezza, superficialità, passività, artificialità. Questa svalutazione non colpisce solo le donne cisgender: colpisce chiunque esprima femminilità, indipendentemente dal genere assegnato alla nascita. I ragazzi “effeminati” vengono bullizzati. Le donne che abbracciano la femminilità tradizionale vengono considerate meno serie delle donne “mascoline”. Le drag queen vengono trattate come parodie.

Ma è nelle donne trans che lo scapegoating della femminilità raggiunge il suo apice [1]. Quando i media rappresentano le donne trans, lo fanno quasi sempre attraverso il filtro della femminilità: il trucco, i vestiti, le scarpe col tacco. La transizione viene ridotta a un atto di travestimento, a una performance estetica. La donna trans diventa il simbolo di una femminilità “artificiale”, “costruita”, “esagerata” — e viene punita per questo.

Serano argomenta che qualsiasi femminismo che critichi la femminilità in sé — anziché criticare il sistema che la impone — finisce per rafforzare la stessa gerarchia di genere che dice di voler smantellare. Il problema non è la femminilità: è la misoginia che la svaluta.

Critica al femminismo trans-escludente

Una parte significativa di Whipping Girl è dedicata alla critica delle correnti femministe che escludono le donne trans [1]. Serano analizza come alcune femministe radicali — quelle che oggi vengono definite TERF (Trans-Exclusionary Radical Feminists) — abbiano costruito la loro opposizione alle donne trans su fondamenta sessiste.

L’argomento centrale di queste correnti è che le donne trans sarebbero “uomini che si appropriano dell’identità femminile”. Serano smonta questo argomento mostrando che si basa su due premesse contraddittorie: da un lato, si afferma che il genere è una costruzione sociale (e quindi non determinato dalla biologia); dall’altro, si insiste che solo chi è nata con un determinato corpo può essere considerata donna [5]. Se il genere fosse davvero solo una costruzione sociale, non ci sarebbe ragione di escludere le donne trans.

Serano non si limita a difendere le donne trans dagli attacchi del femminismo radicale trans-escludente. Propone un’alternativa: un femminismo che includa esplicitamente la lotta contro la transmisoginia come parte integrante della lotta contro il sessismo [1]. Questa proposta è diventata uno dei pilastri del transfemminismo contemporaneo.

La rappresentazione mediatica delle donne trans

Un altro tema centrale del libro è l’analisi della rappresentazione mediatica delle donne trans [1]. Serano identifica due stereotipi ricorrenti che i media utilizzano per rappresentare le donne trans, e che rafforzano la transmisoginia.

Il primo è il tropo della “deceiver” (ingannatrice): la donna trans che “inganna” gli uomini eterosessuali facendosi passare per una donna cisgender. Questo stereotipo alimenta la cosiddetta “trans panic defense” — la difesa legale usata da uomini che hanno aggredito o ucciso donne trans sostenendo di essere stati “ingannati” sulla loro identità di genere [5].

Il secondo è il tropo della “pathetic” (patetica): la donna trans rappresentata come una figura grottesca, un uomo in abiti femminili che non riesce a passare come donna e suscita pietà o derisione. Questo stereotipo riduce la donna trans a una caricatura e nega la sua dignità.

Serano mostra come entrambi questi stereotipi siano radicati nella transmisoginia: la donna trans è pericolosa quando è convincente (deceiver) e ridicola quando non lo è (pathetic) [1]. In entrambi i casi, la sua femminilità viene trattata come falsa o problematica. Non esiste, nella narrazione mediatica dominante, uno spazio in cui la femminilità di una donna trans sia semplicemente accettata come autentica.

L’impatto accademico e culturale

L’influenza di Whipping Girl sulla teoria di genere e sull’attivismo trans è difficile da sopravvalutare. Il concetto di transmisoginia è stato adottato da discipline accademiche che vanno dalla sociologia alla filosofia, dagli studi culturali alla giurisprudenza [4][6]. È diventato uno strumento analitico utilizzato dalle organizzazioni per i diritti umani, dai centri antiviolenza e dalle istituzioni sanitarie per comprendere e contrastare la discriminazione specifica subita dalle donne trans.

Il libro è stato adottato in centinaia di corsi universitari negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e in Australia [6]. Ha influenzato una generazione di attiviste e studiose trans che hanno costruito sul lavoro di Serano, espandendone le analisi e applicandole a contesti diversi.

Il concetto di cissessismo ha contribuito a spostare l’attenzione dal “problema” delle persone trans al problema dei sistemi sociali che le discriminano — un cambio di prospettiva analogo a quello operato dal concetto di razzismo strutturale negli studi sulla razza.

Le edizioni del libro

Whipping Girl è stato pubblicato per la prima volta nel 2007 da Seal Press [1]. Nel 2016 è uscita la seconda edizione, aggiornata e ampliata, che include una nuova introduzione in cui Serano riflette sui cambiamenti avvenuti nel decennio successivo alla prima pubblicazione: la maggiore visibilità delle persone trans, il backlash conservatore, l’evoluzione del linguaggio e dei dibattiti interni alla comunità [2].

La seconda edizione mantiene intatto il testo originale, con l’aggiunta di note e aggiornamenti che contestualizzano le analisi alla luce degli sviluppi successivi [2]. Serano ha scelto di non riscrivere il libro perché, come spiega nell’introduzione, le analisi originali restano valide — un’affermazione che i fatti hanno confermato.

Perché leggere Whipping Girl oggi

A quasi vent’anni dalla pubblicazione, Whipping Girl non è solo un documento storico. È un testo che offre strumenti per leggere il presente [4]. La transmisoginia che Serano descriveva nel 2007 non è diminuita: le donne trans continuano a essere bersaglio di violenza, discriminazione e rappresentazione distorta. I meccanismi del cissessismo sono ancora operanti nelle istituzioni, nei media, nel linguaggio quotidiano.

Il libro è anche un invito a ripensare il rapporto tra femminismo e diritti trans. Serano dimostra che la lotta per i diritti delle donne trans non è in competizione con il femminismo: ne è una componente essenziale [1]. Un femminismo che non riconosce la transmisoginia è un femminismo incompleto, incapace di comprendere le dinamiche di genere nella loro interezza.

Per chiunque voglia capire perché le donne trans occupano una posizione così controversa nel dibattito pubblico — perché suscitano tanta ostilità, tanta paura, tanto accanimento — Whipping Girl resta la lettura più lucida e necessaria disponibile. Non offre risposte semplici, ma offre gli strumenti per porre le domande giuste.

Approfondimenti

  • Libro Excluded: Making Feminist and Queer Movements More Inclusive (2013)
  • Libro Gender Trouble (1990)
  • Libro Transgender History (2008)

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