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Rapporti sessuali con un uomo trans

Pubblicato una settimana fa · 13 fonti citate Generato con AI
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Rapporti sessuali con un uomo trans

Parlare di sessualità con gli uomini trans è necessario. Non per curiosità morbosa, ma perché l’assenza di informazioni chiare e rispettose lascia un vuoto che viene riempito da stereotipi, imbarazzo e, troppo spesso, da esperienze negative che si sarebbero potute evitare. Questo articolo è pensato sia per gli uomini trans stessi, sia per i loro partner di qualsiasi genere. Non è un manuale di istruzioni: è una guida basata su dati scientifici che copre anatomia, effetti del testosterone, piacere, chirurgia, comunicazione e sicurezza. L’obiettivo è fornire le informazioni che mancano, con il rispetto che meritano.

Il corpo di un uomo trans: cosa sapere

Il corpo degli uomini trans è vario quanto quello di qualsiasi altra persona. L’anatomia dipende dalla fase del percorso di transizione: alcuni uomini trans non hanno iniziato la terapia ormonale, altri la seguono da anni; alcuni hanno effettuato interventi chirurgici, altri no. Nessuna configurazione è più valida di un’altra. Quello che conta è capire le possibilità, non fare assunzioni.

Gli effetti del testosterone sull’anatomia genitale

Il testosterone produce cambiamenti significativi a livello genitale. L’effetto più rilevante per la sessualità è la crescita del clitoride, clinicamente nota come clitoromegalia. Secondo lo studio di Grimstad et al. (2021), pubblicato su Andrology, il testosterone stimola il tessuto clitorideo — che è composto da tessuto erettile analogo a quello penieno — attraverso i recettori androgenici presenti in alta densità nell’area genitale [2]. L’effetto è una crescita che può raggiungere i 4-5 cm nella maggior parte dei casi, con il clitoride che assume progressivamente un aspetto e un comportamento simili a quelli di un piccolo pene: diventa più prominente, si erige durante l’eccitazione e acquisisce una sensibilità aumentata [2].

Questo cambiamento — spesso chiamato “bottom growth” dalla comunità transmasculine — è uno degli effetti più precoci della terapia ormonale. I primi segnali (formicolio, sensibilità aumentata, lieve indolenzimento) compaiono già nelle prime settimane. La crescita più significativa avviene nei primi 6-12 mesi e raggiunge il massimo entro 1-2 anni. È un cambiamento irreversibile o quasi: anche interrompendo il testosterone, le dimensioni si riducono solo in minima parte.

Per molti uomini trans, questa crescita è una fonte di soddisfazione che riduce la disforia genitale. Il clitoride ingrossato può essere stimolato in modo simile a un pene e rappresenta una zona erogena primaria, spesso con una sensibilità più intensa rispetto a prima della terapia ormonale.

Cambiamenti vaginali

Il testosterone modifica anche la mucosa vaginale. Uno studio pubblicato nel 2023 su un campione di 1.219 uomini trans e persone transmasculine ha documentato che il 64,6% dei partecipanti riferiva dolore o disagio genitale durante l’attività sessuale, con la localizzazione più frequente nella vagina o nell’apertura genitale anteriore (52,2%) [1]. Questo avviene perché il testosterone causa un assottigliamento dell’epitelio vaginale (atrofia), una riduzione dei lattobacilli protettivi e una diminuzione della lubrificazione naturale — cambiamenti simili a quelli della menopausa.

Uno studio del 2022 sul microbioma vaginale ha confermato che queste alterazioni modificano l’integrità della barriera epiteliale, rendendo la mucosa più fragile [7]. Tuttavia, lo stesso studio del 2023 ha evidenziato un dato importante: l’uso corrente di testosterone era associato a un maggiore interesse per l’attività sessuale e a una maggiore capacità di raggiungere l’orgasmo [1]. Il disagio fisico esiste, ma non cancella il piacere — lo rende un aspetto da gestire attivamente, non un ostacolo insormontabile.

La soluzione più comune è l’uso di un lubrificante a base d’acqua o silicone durante i rapporti vaginali. Per l’atrofia più marcata, gli estrogeni topici a basso dosaggio (creme o compresse vaginali) possono ripristinare lo spessore della mucosa senza interferire con gli effetti sistemici del testosterone. Si tratta di un intervento localizzato che i professionisti sanitari dovrebbero proporre attivamente, come raccomandato dalle linee guida WPATH SOC-8 (2022) [8].

Come funziona il piacere sessuale

La sessualità degli uomini trans non si riduce all’anatomia. Come per chiunque, il piacere è il risultato dell’interazione tra corpo, mente, relazione e contesto. Ma ci sono aspetti specifici che è utile conoscere.

L’aumento della libido

Il testosterone aumenta il desiderio sessuale nella maggior parte degli uomini trans. Lo studio longitudinale ENIGI (Defreyne et al., 2020), condotto su 364 uomini trans durante i primi tre anni di terapia ormonale, ha documentato un aumento significativo della libido nei primi tre mesi, sia nella componente solitaria che in quella relazionale [13]. Dopo 36 mesi, il desiderio complessivo si stabilizza, ma il desiderio solitario rimane più elevato rispetto alla baseline [13].

Molti uomini trans descrivono questo cambiamento come intenso e a volte travolgente nelle prime fasi. L’aumento della libido può modificare le dinamiche sessuali nella coppia, richiedendo un adattamento reciproco. Non è un “effetto collaterale”: per molti è uno dei cambiamenti più positivi della terapia, perché permette di vivere il desiderio in un corpo che finalmente si sente proprio.

La soddisfazione sessuale

Uno studio qualitativo del 2020, condotto specificamente su uomini trans e persone transmasculine, ha identificato i fattori chiave della soddisfazione sessuale in questa popolazione: il comfort con il proprio corpo, la comunicazione aperta con il partner e la flessibilità nell’esplorare pratiche sessuali diverse [5]. La maggior parte dei partecipanti riportava una vita sessuale soddisfacente, indipendentemente dalla configurazione anatomica [5].

Un dato dello studio del 2023 merita attenzione: l’uso corrente di testosterone era associato a una maggiore capacità di raggiungere l’orgasmo [1]. Questo sfata l’idea che i cambiamenti ormonali compromettano il piacere. Lo modificano, certamente: la risposta sessuale diventa diversa, la sensibilità genitale cambia, le modalità di stimolazione preferite possono evolversi. Ma la capacità di provare piacere non solo si mantiene, in molti casi migliora.

Zone erogene e pratiche sessuali

Non esiste un elenco universale di “cosa fare” a letto con un uomo trans, perché le preferenze sono individuali quanto quelle di qualsiasi altra persona. Tuttavia, alcune informazioni possono essere utili come punto di partenza:

  • Il clitoride ingrossato è spesso la zona erogena primaria. Può essere stimolato con le mani, con la bocca o con vibratori. La sensibilità è tipicamente molto alta dopo il testosterone [2]
  • La penetrazione vaginale è possibile e desiderata da alcuni uomini trans, non da tutti. Per chi la pratica, il lubrificante è essenziale [1]. Alcuni uomini trans preferiscono termini diversi da “vagina” per questa parte del corpo: chiedere è importante
  • La stimolazione anale è un’opzione praticata da molti uomini trans, specialmente nelle relazioni tra uomini, e non coinvolge le zone del corpo che possono causare disforia
  • Il petto: alcuni uomini trans, specialmente chi ha effettuato la mastectomia, apprezzano la stimolazione del petto. Altri, specialmente chi non ha ancora operato, potrebbero trovare questa zona fonte di disagio
  • Tutto il corpo: il piacere sessuale non si riduce ai genitali. Il collo, l’interno delle cosce, le orecchie, la schiena sono tutte zone che possono essere esplorate

Il punto fondamentale è che non esistono regole fisse. Ogni corpo è diverso, e la comunicazione con il partner è l’unico strumento affidabile per scoprire cosa funziona.

Protesi e accessori sessuali

Molti uomini trans utilizzano protesi o accessori sessuali, sia nella vita quotidiana sia nell’intimità. È un aspetto pratico che merita una trattazione diretta.

Packer e protesi “pack-and-play”

Un packer è una protesi peniena morbida indossata sotto i vestiti per creare un profilo maschile. Alcuni modelli sono progettati esclusivamente per l’uso quotidiano, altri — detti “pack-and-play” — sono anche funzionali per l’attività sessuale. Le protesi 3-in-1 combinano tre funzioni: packing (profilo quotidiano), standing to pee (minzione in piedi) e uso sessuale penetrativo.

Le protesi sessuali per uomini trans sono disponibili in diverse forme, dimensioni e materiali. Possono essere usate con un’imbracatura (harness) per la penetrazione del partner, oppure come estensione del clitoride ingrossato per una stimolazione più diretta. L’uso di protesi non è una compensazione di qualcosa che manca: è uno strumento che amplia le possibilità sessuali, esattamente come un vibratore o qualsiasi altro accessorio.

Strap-on e harness

Lo strap-on è probabilmente l’accessorio sessuale più utilizzato dagli uomini trans che desiderano praticare la penetrazione. Alcuni modelli sono progettati per stimolare simultaneamente il clitoride di chi lo indossa, creando un’esperienza di piacere reciproco. La scelta della dimensione, della forma e del materiale è personale e può richiedere qualche tentativo.

Per molti uomini trans, l’uso dello strap-on non è percepito come un sostituto di un pene biologico, ma come parte integrante della propria sessualità maschile. La sensazione di penetrare il partner, anche attraverso una protesi, è descritta da molti come profondamente gratificante sia fisicamente che psicologicamente.

Dopo la chirurgia: metoidioplastica e falloplastica

Alcuni uomini trans scelgono interventi chirurgici genitali. Le due opzioni principali sono la metoidioplastica e la falloplastica, e ciascuna ha implicazioni diverse per la sessualità. Per un quadro completo delle opzioni chirurgiche, rimandiamo all’articolo sulla chirurgia di affermazione di genere.

Metoidioplastica

La metoidioplastica utilizza il clitoride ingrossato dal testosterone per creare un neopene di piccole dimensioni (tipicamente 4-6 cm). L’intervento preserva il tessuto erettile originale, il che ha conseguenze dirette sulla sessualità.

Uno studio pubblicato su Frontiers in Endocrinology nel 2021, condotto su 813 casi, ha riportato che nessun paziente riferiva problemi con eccitazione, masturbazione o orgasmo dopo la metoidioplastica [4]. La sensibilità erogena era preservata nel 100% dei casi [4]. Una revisione sistematica del 2025 ha confermato questi dati: la sensazione era preservata nell’89-100% dei pazienti, con punteggi medi di sensibilità erogena di 4,8 su 5 [10].

Il limite principale della metoidioplastica riguarda la penetrazione: le dimensioni del neopene spesso non sono sufficienti per rapporti penetrativi inseritivi [3]. Le revisioni sistematiche riportano una capacità di penetrazione che varia dallo 0 al 24% dei casi [3]. Per chi sceglie la metoidioplastica, la penetrazione del partner avviene tipicamente con l’ausilio di protesi.

Falloplastica

La falloplastica crea un neopene di dimensioni standard utilizzando tessuto prelevato da altre parti del corpo (più comunemente l’avambraccio o l’addome). È un intervento complesso, multi-stadio, che richiede fino a 18-24 mesi per completare tutte le fasi.

Una revisione sistematica del 2025 pubblicata sul Journal of Sexual Medicine ha analizzato gli esiti sessuali della falloplastica [9]. I risultati mostrano che la sensibilità erogena è presente nel 53-100% dei casi, a seconda della tecnica utilizzata e del tipo di riconnessione nervosa [9]. La capacità di raggiungere l’orgasmo varia dal 50 al 93% durante la masturbazione e dal 58 al 75% durante i rapporti con il partner [9].

Per i rapporti penetrativi, la falloplastica richiede in genere l’impianto di una protesi peniena rigida o semi-rigida, poiché il neopene non ha un meccanismo di erezione autonomo nella maggior parte dei casi. Con la protesi, la capacità di penetrazione è elevata.

Un dato importante dalla revisione sistematica del 2023 che confronta le due procedure: i pazienti con metoidioplastica riportano una sensibilità erogena significativamente più alta rispetto a quelli con falloplastica [3]. Questo riflette il fatto che la metoidioplastica preserva il tessuto erettile originale, mentre la falloplastica ricostruisce la sensibilità attraverso la riconnessione nervosa, un processo più complesso e con risultati più variabili.

Disforia e intimità: navigare il disagio

La disforia di genere è uno dei fattori che più influenzano la sessualità degli uomini trans. Non tutti gli uomini trans la provano nello stesso modo, e per molti la transizione la riduce significativamente. Ma è fondamentale capirla per costruire un’intimità rispettosa.

Come la disforia si manifesta durante il sesso

Uno studio del 2022 sulla disforia e il benessere sessuale degli uomini trans e delle persone transmasculine ha documentato che la disforia è uno degli ostacoli principali a una sessualità soddisfacente [6]. Può manifestarsi come evitamento del contatto con parti specifiche del corpo, dissociazione durante il rapporto, ansia anticipatoria o difficoltà a lasciarsi andare al piacere [6]. Lo studio ha rilevato che la disforia è più rilevante negli atti sessuali che coinvolgono il ricevere piacere rispetto a quelli che coinvolgono il darlo [6].

Questo dato è significativo: per molti uomini trans, concentrarsi sul piacere del partner può essere più confortevole che ricevere attenzioni sul proprio corpo. Non è un segno di generosità o di altruismo sessuale: può essere una strategia di evitamento della disforia. Un partner consapevole non forza, ma crea le condizioni affinché il ricevere piacere diventi gradualmente più accessibile.

Pratiche che rispettano la disforia

La ricerca qualitativa identifica diverse strategie che le coppie adottano per gestire la disforia nell’intimità:

  • Negoziare il linguaggio: molti uomini trans preferiscono termini specifici per le proprie parti del corpo. “Petto” anziché “seno”, “apertura anteriore” anziché “vagina”, o altri termini personalizzati. Chiedere quali parole usare non è imbarazzante: è rispettoso
  • Stabilire confini chiari: alcune zone del corpo possono essere off-limits, e questi confini possono cambiare nel tempo o anche nella stessa sessione. La comunicazione continua è essenziale
  • Usare accessori o vestiti: alcuni uomini trans preferiscono indossare un binder (fascia contenitiva per il petto) o una maglietta durante il sesso, oppure usare una protesi. Questi non sono ostacoli all’intimità: sono strumenti che la rendono possibile
  • Scegliere posizioni strategiche: alcune posizioni possono ridurre la visibilità delle parti del corpo che causano disagio, rendendo il rapporto più confortevole
  • Mantenere un ambiente sicuro: luce soffusa, comunicazione verbale continua e la certezza che si può interrompere in qualsiasi momento senza giudizio

Uno studio del 2022 sulle esperienze di coppia (Pigatto et al.) ha mostrato che le coppie che adottano queste strategie non solo gestiscono meglio la disforia, ma sviluppano livelli di comunicazione e intimità emotiva superiori alla media [12]. La necessità di parlare esplicitamente di desideri e limiti crea un dialogo sessuale che molte coppie cisgender non raggiungono mai.

Comunicazione: la base di tutto

La comunicazione non è un accessorio del buon sesso: ne è la condizione. Questo vale per tutti i rapporti sessuali, ma acquista un’importanza particolare quando uno dei partner è un uomo trans.

Cosa comunicare

Le linee guida WPATH SOC-8 (2022) dedicano un capitolo alla salute sessuale, sottolineando che i professionisti sanitari dovrebbero affrontare proattivamente il tema della sessualità con le persone trans [8]. Lo stesso principio vale nella coppia:

  • Quali parti del corpo possono essere toccate e come
  • Quale linguaggio usare per i genitali e per il corpo
  • Cosa piace e cosa non piace, senza dare per scontato che le preferenze rimangano costanti
  • Come ci si sente in quel momento: la disforia ha alti e bassi, e una pratica gradita un giorno può non esserlo il giorno dopo
  • Cosa fare se qualcosa non va: stabilire un segnale chiaro per interrompere senza che diventi un dramma

Come comunicare

Lo studio di Pigatto et al. (2022) ha identificato che le coppie con livelli più alti di comunicazione aperta riportavano una maggiore soddisfazione sia sessuale che relazionale [12]. La comunicazione efficace in questo contesto significa:

  • Chiedere, non assumere: non dare per scontato di sapere cosa piace al tuo partner sulla base della sua identità di genere o del suo corpo
  • Ascoltare senza giudicare: se il tuo partner ti dice che una certa pratica causa disagio, la risposta corretta non è “perché?” ma “ok, cosa preferisci?”
  • Essere specifici: “mi piace quando…” è più utile di “va bene tutto”
  • Normalizzare la conversazione: parlare di sesso non dovrebbe avvenire solo quando c’è un problema. Dovrebbe essere una parte naturale della relazione

Prevenzione e sicurezza

La prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) segue le stesse regole valide per chiunque, con alcune specificità legate all’anatomia e alla terapia ormonale. Per un approfondimento completo, rimandiamo all’articolo sulla salute sessuale per persone trans.

Preservativo e metodi di barriera

Le linee guida del CDC per le persone transgender (2021) raccomandano le stesse strategie di prevenzione valide per la popolazione generale: uso corretto e costante del preservativo, test periodici per le IST e accesso ai vaccini (epatite A e B, HPV) [11].

Nei rapporti vaginali, il preservativo è particolarmente importante per gli uomini trans in terapia con testosterone. L’atrofia vaginale assottiglia le pareti della mucosa e riduce la lubrificazione naturale, rendendo la mucosa più vulnerabile a micro-lesioni che possono facilitare la trasmissione di infezioni [7]. L’uso combinato di preservativo e lubrificante a base d’acqua è la strategia più efficace.

Nei rapporti orali — sia ricevuti che praticati — il dental dam (diga dentale) o un preservativo tagliato offrono una barriera protettiva. Per il sesso orale praticato sul clitoride ingrossato, un preservativo di piccole dimensioni o un preservativo tagliato può essere utilizzato come barriera.

Contraccezione

Un punto che non può essere sottovalutato: il testosterone non è un contraccettivo [8]. Gli uomini trans che hanno rapporti vaginali con partner che producono spermatozoi possono rimanere incinti, anche durante la terapia con testosterone. Il testosterone sopprime l’ovulazione nella maggior parte dei casi, ma non in modo garantito, specialmente nei primi mesi o in caso di assunzione irregolare. Chi desidera evitare una gravidanza dovrebbe usare un metodo contraccettivo aggiuntivo: preservativo, dispositivo intrauterino (IUD) o altro metodo di barriera.

Screening

Gli uomini trans che conservano la cervice uterina devono continuare lo screening per il cancro cervicale (pap test) con la stessa frequenza raccomandata per le donne cisgender. Il testosterone non elimina questo rischio. Per un quadro completo degli screening raccomandati in base all’anatomia, rimandiamo all’articolo sulla salute sessuale.

Non esiste un modo “giusto”

La sessualità con un uomo trans non è una categoria a sé. È sessualità umana, vissuta da persone con corpi, storie e desideri specifici. Non esiste un manuale universale, perché non esiste un uomo trans universale: ci sono uomini trans con la vagina e uomini trans con un neopene, uomini trans che amano la penetrazione e uomini trans che la trovano intollerabile, uomini trans con una libido esplosiva e uomini trans asessuali.

I dati scientifici confermano che la maggior parte degli uomini trans riporta una vita sessuale soddisfacente [5], e che la transizione medica tende a migliorare sia la soddisfazione corporea sia la capacità di provare piacere [1]. Non perché la transizione risolva tutto, ma perché offre le condizioni per vivere il sesso in modo coerente con la propria identità.

L’unica regola che funziona sempre è anche la più semplice: parlare. Chiedere cosa piace, cosa non piace, cosa si desidera esplorare. Ascoltare le risposte con rispetto. E ricordare che il sesso migliore non è quello che segue uno schema, ma quello in cui entrambe le persone si sentono viste, desiderate e sicure.

Per approfondire gli aspetti relazionali e quotidiani del rapporto con un ragazzo trans, puoi leggere il nostro articolo su stare con un ragazzo trans. Per gli aspetti generali della sessualità delle persone trans, rimandiamo alla guida sulla sessualità delle persone trans.

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