Euphoria e Jules Vaughn: una rappresentazione trans che ha cambiato la TV

Nel panorama televisivo contemporaneo, poche serie hanno saputo parlare alla Generazione Z con l’intensità e la complessità di Euphoria. Creata da Sam Levinson per HBO e andata in onda dal 2019 [1], la serie ha affrontato temi come la dipendenza, la sessualità, l’identità e la salute mentale con un linguaggio visivo e narrativo radicalmente nuovo. Al centro di questo universo, il personaggio di Jules Vaughn, interpretato dall’attrice trans Hunter Schafer, rappresenta un punto di svolta nella storia della rappresentazione transgender in televisione [3].
Hunter Schafer: modella, attivista, attrice
Per comprendere il personaggio di Jules è utile conoscere chi le ha dato vita. Hunter Schafer è nata nel 1998 in New Jersey ed è cresciuta a Raleigh, in North Carolina [7]. Ancora prima di diventare un’attrice, Schafer era già una figura pubblica: a 16 anni si era unita alla lotta contro la House Bill 2 (HB2), la controversa legge della North Carolina che vietava alle persone trans di utilizzare i bagni pubblici corrispondenti alla propria identità di genere [7].
Schafer partecipò a manifestazioni, parlò pubblicamente della propria esperienza come ragazza trans e divenne un volto visibile della resistenza contro la legislazione discriminatoria. Dopo il liceo, intraprese una carriera nella moda, sfilando per marchi come Dior, Miu Miu, Versace e Marc Jacobs [7]. La sua bellezza androgina e il suo sguardo intenso attirarono l’attenzione di Sam Levinson, che la scelse per il ruolo di Jules senza che avesse alcuna esperienza di recitazione [2].
Questa scelta si rivelò decisiva. Schafer non portò solo talento naturale al personaggio, ma un’autenticità che nessun attore cisgender avrebbe potuto replicare. Come ha dichiarato in diverse interviste, molte delle esperienze di Jules — la paura, la ricerca di validazione, il desiderio di essere vista come una ragazza e basta — erano le sue [2].
Jules Vaughn: un personaggio oltre la “storia trans”
La ragazza nuova
Jules viene introdotta nella prima stagione come una ragazza che si trasferisce con il padre nella cittadina dove vivono gli altri protagonisti. Fin dalle prime scene, il pubblico capisce che Jules è trans, ma la serie non si sofferma su spiegazioni didattiche. Non c’è una scena di “rivelazione”, non c’è un momento in cui Jules deve giustificare la propria esistenza. Semplicemente, è una ragazza — con tutto ciò che questo comporta per un’adolescente [3].
Questo approccio è stato rivoluzionario. Per decenni, i personaggi trans in televisione erano stati definiti quasi esclusivamente dalla loro transessualità: storie di sofferenza, di transizione, di rifiuto [8]. Jules esiste in uno spazio diverso. I suoi conflitti principali non riguardano l’essere trans, ma l’amore, l’amicizia, la dipendenza emotiva, la sessualità e la ricerca della propria identità al di là delle aspettative altrui [3].
Il rapporto con Rue
Il cuore emotivo di Euphoria è la relazione tra Jules e Rue Bennett (Zendaya), la protagonista che lotta contro la dipendenza da oppioidi [1]. Il loro legame è complesso: inizia come amicizia intensa, evolve in qualcosa di romantico e si complica quando le dipendenze di entrambe — quella di Rue dalle droghe, quella di Jules dalla validazione — entrano in conflitto.
La serie mostra con delicatezza e onestà come due persone che si amano profondamente possano anche farsi del male. Rue si aggrappa a Jules come sostituto delle droghe, mentre Jules, terrorizzata dall’idea di essere responsabile della sobrietà di qualcun altro, oscilla tra il desiderio di restare e il bisogno di fuggire.
La ricerca di validazione
Uno degli aspetti più coraggiosi della scrittura di Jules è l’esplorazione del suo rapporto con la femminilità e la validazione maschile [3]. Nella prima stagione, Jules cerca conferme della propria identità attraverso incontri sessuali con uomini più grandi, incontrati su app di dating. La serie non giudica questi comportamenti ma li mostra come il risultato di un sistema sociale che insegna alle donne — e in particolare alle donne trans — che il proprio valore dipende dallo sguardo maschile.
Questo tema diventa esplicito nell’episodio speciale dedicato a Jules, trasmesso tra la prima e la seconda stagione.
L’episodio speciale: una svolta narrativa
Nel gennaio 2021, HBO ha trasmesso un episodio speciale interamente dedicato a Jules, co-scritto da Hunter Schafer e Sam Levinson [5]. L’episodio, intitolato “F**k Anyone Who’s Not a Sea Blob”, è una conversazione tra Jules e la sua terapeuta che si trasforma in una profonda esplorazione dell’identità.
In questa conversazione, Jules riflette sul significato della femminilità, sulla sua relazione con il proprio corpo, sul desiderio di essere desiderata e sulla paura di perdere se stessa nel tentativo di conformarsi alle aspettative altrui. Una delle scene più potenti vede Jules mettere in discussione la propria relazione con la femminilità tradizionale, chiedendosi se il suo desiderio di essere “una ragazza” sia autentico o se sia il prodotto di una società che le ha insegnato che il modo per essere validata come donna è aderire a un modello preciso [4].
Questa riflessione è stata definita dai critici come uno dei momenti più radicali della televisione trans [4]. Per la prima volta, un personaggio trans non si limitava a difendere la propria identità o a spiegare “cosa significa essere trans” al pubblico cisgender. Jules interrogava criticamente le strutture stesse del genere, portando il discorso a un livello di complessità raramente raggiunto in televisione.
Schafer ha raccontato che l’episodio nasce dai suoi diari personali, che condivise con Levinson come base per la sceneggiatura [5]. Il risultato è un pezzo di televisione di un’intimità disarmante, che parla a chiunque si sia mai interrogato sulla propria identità.
L’impatto sui giovani
Euphoria è diventata un fenomeno culturale per la Generazione Z, con milioni di spettatori tra i 16 e i 25 anni [6]. Per molti giovani, Jules è stata la prima rappresentazione trans che hanno incontrato in un contesto narrativo che parlava il loro linguaggio. Non un personaggio in un dramma “a tema”, non un documentario educativo, ma una ragazza della loro età che viveva le loro stesse esperienze emotive.
L’impatto è stato significativo. Secondo GLAAD, Euphoria ha contribuito ad aumentare la comprensione e l’empatia verso le persone trans tra il pubblico giovane [8]. Molte persone trans e non binarie hanno dichiarato di essersi riconosciute nel percorso di Jules, trovando nella serie una rappresentazione che le faceva sentire meno sole.
Al tempo stesso, la serie ha permesso a molti giovani cisgender di vedere una ragazza trans come una persona completa — con desideri, paure, difetti e sogni — e non come una categoria astratta [6]. Questa normalizzazione, realizzata senza didascalie o toni paternalistici, è forse il contributo più importante di Euphoria alla causa della rappresentazione.
Le critiche: una serie imperfetta
Euphoria non è esente da critiche, anche sul fronte della rappresentazione trans. Nella prima stagione, alcune scene che mostrano Jules in situazioni sessuali con uomini adulti sono state giudicate problematiche: pur avendo l’intenzione di mostrare una realtà che molte ragazze trans vivono, il rischio di sessualizzare un personaggio adolescente è stato sollevato da più parti [3].
Inoltre, la serie è stata criticata per la sua rappresentazione esplicita di uso di droghe e violenza tra adolescenti, con alcuni educatori e genitori che hanno espresso preoccupazione per l’influenza su un pubblico giovane. Hunter Schafer stessa, in alcune interviste, ha parlato della tensione tra la volontà di raccontare storie vere e il rischio di normalizzare comportamenti pericolosi [2].
Va anche notato che Jules è uno dei pochissimi personaggi trans in Euphoria, in una serie con un cast prevalentemente cisgender. La rappresentazione trans nella serie resta dunque concentrata su una singola esperienza — quella di una giovane donna trans bianca e attraente — senza esplorare la diversità delle esperienze transgender [8].
Il ruolo di Hunter Schafer nel cambiamento culturale
Al di là del personaggio di Jules, Hunter Schafer è diventata una delle figure più visibili della cultura giovanile contemporanea [7]. La sua carriera nella moda, la sua arte visiva, il suo attivismo e il suo ruolo in Euphoria l’hanno resa un modello per una generazione che rifiuta le categorie rigide e abbraccia l’autenticità.
Dopo Euphoria, Schafer ha continuato a lavorare nel cinema, apparendo nel film The Hunger Games: The Ballad of Songbirds and Snakes (2023) in un ruolo non specificamente scritto per un’attrice trans. Questo passaggio — da “attrice trans che interpreta personaggi trans” ad “attrice che interpreta qualsiasi ruolo” — è simbolico di un cambiamento culturale più ampio.
Un personaggio che resta
Jules Vaughn non è un personaggio perfetto, e non pretende di rappresentare tutte le persone trans. Ma nella sua complessità, nelle sue contraddizioni, nella sua ricerca di una femminilità che sia veramente sua e non una performance per lo sguardo altrui, Jules ha offerto a milioni di spettatori qualcosa di raro: una ragazza trans che è semplicemente una ragazza, con tutto ciò che questo comporta. E per la televisione, questo è stato un passo enorme.
Approfondimenti
- Serie TV Euphoria (2019)
- Documentario Disclosure: Trans Lives on Screen (2020)
- Serie TV Pose (2018)