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Le favolose: il film sulle donne trans napoletane degli anni '80

Pubblicato una settimana fa · 8 fonti citate Generato con AI
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Le favolose: il film sulle donne trans napoletane degli anni '80

Un film che restituisce voce a una comunita dimenticata

Nel panorama del cinema italiano, le storie delle persone transgender sono state a lungo ignorate, marginalizzate o raccontate attraverso lo sguardo di chi non le viveva. “Le favolose”, diretto da Roberta Torre e presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2022 [5], rompe questo silenzio con un’opera coraggiosa e necessaria: un film che racconta le donne trans napoletane degli anni ‘80, le cosiddette “femminielli”, attraverso le loro stesse voci.

Il film non e un semplice esercizio di memoria. E un atto di restituzione. Restituisce dignita, complessita e visibilita a una comunita che ha attraversato decenni di discriminazione eppure ha saputo costruire legami di solidarieta, creativita e resistenza in uno dei contesti urbani piu complessi d’Italia.

La trama: vite intrecciate nei vicoli di Napoli

“Le favolose” non segue una trama lineare tradizionale. Il film e costruito come un mosaico di storie che si intrecciano, un coro di voci femminili che racconta la vita quotidiana delle donne trans nei quartieri popolari di Napoli negli anni ‘80 [1][6].

Al centro della narrazione ci sono le relazioni: le amicizie profonde e talvolta conflittuali tra le protagoniste, gli amori con uomini che spesso le cercavano di nascosto, i rapporti complessi con le famiglie d’origine, la solidarieta di quartiere che conviveva con il pregiudizio. Il film mostra le feste, i rituali, i momenti di gioia collettiva, ma anche la violenza, l’emarginazione e la poverta che segnavano le loro vite.

Roberta Torre ha scelto di coinvolgere protagoniste reali della comunita trans napoletana, donne che hanno vissuto quegli anni e che portano sullo schermo le proprie esperienze autentiche [6]. Questo approccio, che mescola documentario e fiction, conferisce al film un’intensita e una verita che una produzione interamente scritta non avrebbe potuto raggiungere.

Le protagoniste raccontano di come si trovavano, si proteggevano a vicenda, condividevano vestiti e trucchi, si aiutavano nei momenti di difficolta. In un’epoca in cui le istituzioni italiane non riconoscevano la loro identita e la societa le relegava ai margini [8], queste donne costruirono una rete di mutuo soccorso che fu, in molti casi, la differenza tra la sopravvivenza e l’annientamento.

I femminielli: una tradizione secolare

Per comprendere appieno “Le favolose”, e necessario conoscere la tradizione dei femminielli napoletani, un fenomeno culturale unico nel panorama italiano e europeo [4].

Il termine “femminiello” indica, nella tradizione popolare napoletana, una persona assegnata maschio alla nascita che esprime un’identita e un ruolo sociale femminile [4]. La presenza dei femminielli nella cultura partenopea e documentata da secoli: gia nel Settecento e nell’Ottocento, cronisti e viaggiatori stranieri descrivevano con stupore la relativa visibilita di queste figure nei quartieri popolari della citta [7].

A differenza di quanto accadeva nel resto d’Italia, dove le persone trans vivevano nella quasi totale clandestinita [8], a Napoli le femminielli occupavano uno spazio sociale riconosciuto, per quanto ambiguo e contraddittorio. La cultura popolare napoletana attribuiva loro poteri quasi magici: la tradizione le associava alla fortuna, alla fertilita e alla protezione contro il malocchio [7]. La “figliata dei femminielli”, una cerimonia carnevalesca in cui un femminiello simulava un parto, era un evento di quartiere celebrato con partecipazione collettiva [4][7].

Questa relativa accettazione non deve essere idealizzata. I femminielli subivano comunque discriminazioni, violenze e marginalizzazione economica. La loro “tolleranza” era spesso condizionata dalla subordinazione: erano accettati finche restavano nel ruolo che la societa assegnava loro, confinati nei quartieri popolari, lontani dalla rispettabilita borghese. Ma rispetto alla condizione delle persone trans nel resto d’Italia — specialmente prima della legge 164 del 1982 — la realta napoletana offriva almeno uno spazio di esistenza visibile [8].

Napoli negli anni ‘80: un contesto esplosivo

Gli anni ‘80 a Napoli furono un decennio di contraddizioni estreme. La citta viveva una crisi profonda: il terremoto dell’Irpinia del 1980 aveva devastato interi quartieri, la camorra consolidava il suo controllo sul territorio, la disoccupazione e la poverta erano dilaganti, e l’epidemia di eroina stava decimando una generazione di giovani.

In questo contesto, le donne trans napoletane si trovavano all’intersezione di molteplici vulnerabilita. Molte di loro lavoravano nel sex work, spesso l’unica fonte di reddito accessibile. La violenza era una presenza costante: da parte dei clienti, della criminalita organizzata, delle forze dell’ordine. L’epidemia di AIDS, che colpi l’Italia nella seconda meta del decennio, aggiunse un ulteriore livello di pericolo e di stigma.

“Le favolose” non nasconde questa realta, ma si rifiuta di ridurre le sue protagoniste al ruolo di vittime [6]. Il film mostra la sofferenza, ma mostra anche la gioia, la creativita, l’umorismo, la capacita di trovare bellezza e significato anche nelle circostanze piu difficili. Le protagoniste ridono, ballano, litigano, si riconciliano, sognano. Sono persone complete, non simboli di oppressione.

Roberta Torre: una regista tra documentario e finzione

Roberta Torre, regista milanese nota per il suo approccio sperimentale e per la capacita di raccontare le realta meridionali italiane con sensibilita e rispetto [3], ha portato in “Le favolose” la sua cifra stilistica caratteristica: la fusione tra documentario e fiction, tra realta e rappresentazione.

Torre aveva gia dimostrato questa abilita in opere precedenti, dove aveva saputo raccontare contesti sociali complessi senza cadere nella retorica o nel paternalismo [3]. Con “Le favolose”, la sfida era ancora piu delicata: raccontare una comunita marginalizzata senza appropriarsi della sua storia, dare spazio alle voci delle protagoniste senza rinunciare alla visione autoriale.

La soluzione trovata dalla regista fu quella di costruire il film intorno alle testimonianze reali, utilizzando le storie vissute come materia narrativa e coinvolgendo le protagoniste non solo come interpreti ma come co-creatrici dell’opera [6]. Questo processo collaborativo, simile a quello adottato da Sean Baker in “Tangerine”, garantisce un’autenticita che permea ogni scena del film.

La fotografia del film cattura Napoli con uno sguardo che evita sia il pittoresco sia il miserabilismo. I vicoli, i bassi, le piazze dei quartieri popolari sono ritratti come spazi di vita vissuta, non come scenografie esotiche. La luce mediterranea, i colori intensi, il caos urbano diventano parte integrante della narrazione, creando un’atmosfera che e al tempo stesso realistica e poetica.

La rappresentazione trans nel cinema italiano

“Le favolose” si inserisce in un contesto cinematografico italiano dove la rappresentazione delle persone transgender e stata storicamente problematica. Per decenni, il cinema italiano ha relegato le persone trans a ruoli marginali: prostitute di sfondo nelle commedie, figure tragiche nei drammi sociali, oggetti di curiosita o di scherno.

Alcune eccezioni significative esistono. “La bocca del lupo” (2009) di Pietro Marcello racconto la storia d’amore tra un ex detenuto e una donna trans a Genova con sensibilita straordinaria. Diversi documentari hanno esplorato le vite delle persone trans italiane. Ma un film che ponesse le donne trans al centro della narrazione come protagoniste assolute, con la loro voce e la loro prospettiva, era una novita nel panorama italiano.

In questo senso, “Le favolose” rappresenta un passo avanti importante per la visibilita trans nel cinema del nostro paese. Non e un film “sulle” persone trans raccontato dall’esterno, ma un film “delle” persone trans, costruito con e attraverso le loro esperienze [6]. Questa distinzione, apparentemente sottile, e in realta fondamentale: determina chi ha il potere di raccontare e, di conseguenza, quali storie vengono raccontate.

La Festa del Cinema di Roma e la ricezione

“Le favolose” e stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2022, nella sezione Alice nella citta [5]. La presentazione in un contesto cosi prestigioso ha conferito al film una visibilita importante, contribuendo al dibattito sulla situazione delle persone trans in Italia.

La ricezione critica e stata generalmente positiva [2]. I recensori hanno apprezzato l’autenticita del film, la forza delle protagoniste e la capacita di Roberta Torre di raccontare una realta complessa senza semplificazioni. Alcuni critici hanno sottolineato come il film riesca a evitare le trappole piu comuni della rappresentazione trans: il voyeurismo, il paternalismo, la riduzione delle persone trans alla loro transizione o al loro corpo.

Il pubblico ha reagito con emozione e curiosita. Per molti spettatori italiani, “Le favolose” e stato il primo contatto con la storia delle femminielli e con la realta delle donne trans napoletane, una storia che i libri di scuola e i media mainstream hanno largamente ignorato.

Perche questo film e importante oggi

“Le favolose” arriva in un momento cruciale per le persone transgender in Italia. Il dibattito sui diritti trans nel nostro paese e ancora aperto e spesso aspro, segnato da disinformazione e pregiudizio. In questo contesto, un film che racconta le vite reali delle donne trans con umanita e rispetto ha un valore che va oltre il cinema.

Il film ricorda che le persone transgender non sono un fenomeno recente o una “moda” importata dall’estero, come certi discorsi pubblici vorrebbero far credere. A Napoli, le femminielli esistono da secoli, parte integrante del tessuto sociale e culturale della citta [4][7]. La loro storia e storia italiana, storia europea, storia umana.

“Le favolose” ricorda anche che la memoria e un atto politico. Raccontare le storie delle donne trans degli anni ‘80 — molte delle quali non sono piu in vita — significa affermare che le loro vite contavano, che le loro esperienze meritano di essere conosciute, che la loro resistenza quotidiana e stata un contributo fondamentale alla storia del movimento trans in Italia.

Per chi vuole comprendere cosa significasse essere una persona trans in Italia prima e dopo la legge 164 del 1982 [8], “Le favolose” e un punto di partenza imprescindibile. Non sostituisce la ricerca storica o il dialogo diretto con le persone trans, ma offre qualcosa che solo il cinema puo dare: la possibilita di guardare il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro.

Dove vedere il film

“Le favolose” e disponibile in Italia attraverso diverse piattaforme di distribuzione digitale. Per informazioni aggiornate sulla disponibilita, si consiglia di consultare i principali servizi di streaming italiani o il sito ufficiale della distribuzione del film.


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Approfondimenti

  • Film Le favolose (2022)
  • Film Ferrante Fever (documentario) (2017)
  • Film La bocca del lupo (Pietro Marcello) (2009)
  • Documentario Napoli trans (Monica Ferraro) (2002)

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