UK nega i bloccanti ai trans per un pregiudizio. Domani tocca a noi?

Immaginate di scoprire che una decisione governativa capace di stravolgere il vostro percorso medico e la vostra salute mentale non si basi su rigorosi dati scientifici, ma sui pregiudizi ideologici di un singolo funzionario governativo. È esattamente l'incubo che stanno vivendo in queste ore i giovani transgender nel Regno Unito, dove il castello di carte della crociata contro i bloccanti della pubertà sta inesorabilmente crollando sotto il peso delle sue stesse contraddizioni.
I fatti: una farsa istituzionale
Stando a quanto riportato in un'esplosiva inchiesta dell'organizzazione Good Law Project, la controversa decisione del Segretario alla Salute britannico Wes Streeting (esponente del Partito Laburista) di sospendere l'unico trial clinico pubblico sui bloccanti della pubertà per i giovani trans sembrerebbe poggiare su fondamenta irrimediabilmente viziate.
Quando a metà febbraio Streeting ha fermato lo studio condotto dal King's College London, ha giustificato la mossa citando "nuove preoccupazioni" per il "benessere dei bambini e dei giovani". Oggi scopriamo la fonte di tali preoccupazioni: una lettera firmata dal professor Jacob George, alto funzionario dell'Agenzia del Farmaco britannica (MHRA). C'è solo un piccolo, gigantesco problema. Solo poche settimane fa, lo stesso professor George è stato clamorosamente rimosso da ogni coinvolgimento nel trial a causa di gravi dubbi sulla sua imparzialità.
Come emerso sui media britannici, George aveva precedentemente pubblicato una serie di post sui social media in cui definiva l'identità di genere una "idiozia benintenzionata" e si schierava su posizioni apertamente ostili verso le persone transgender, elogiando figure di spicco del movimento gender critical.
La scienza piegata alla politica
Il Good Law Project ha ora inviato una formale lettera di diffida a Streeting, primo passo verso una potenziale azione legale, chiedendo al ministro se quella lettera inficiata da palese pregiudizio fosse l'unica base per aver fermato una ricerca medica vitale.
L'aspetto più grottesco di questa vicenda è che persino la dottoressa Hilary Cass — autrice del tanto criticato Cass Review che aveva inizialmente raccomandato di limitare i bloccanti solo all'interno di trial clinici — ha preso le distanze dal governo. Parlando all'Observer, Cass ha dichiarato senza mezzi termini: "Non ci sono nuovi risultati di ricerca. Mi sembra che stiano rispondendo alle pressioni politiche piuttosto che alla scienza".
Quando persino l'architetto delle politiche restrittive britanniche ammette che si sta agendo per compiacere l'ideologia e non la medicina, la maschera cade definitivamente. Non si tratta di "tutelare i minori", ma di cancellare l'esistenza delle persone trans, rendendo loro impossibile l'accesso a cure salvavita, sicure e reversibili, approvate da decenni dalla comunità scientifica internazionale.
E l'Italia sta a guardare?
Perché tutto questo dovrebbe interessarci? Perché il vento tossico d'oltremanica soffia forte anche sul nostro Paese. In Italia, l'uso della triptorelina (il farmaco bloccante della pubertà) è rigorosamente normato dall'AIFA e supportato da rigidi protocolli medici e psicologici. Eppure, abbiamo già assistito alle prove generali di questo oscurantismo: l'interrogazione e la successiva ispezione ministeriale promosse contro l'ospedale Careggi di Firenze ne sono l'esempio lampante.
L'obiettivo di una certa politica italiana è identico a quello britannico: usare il paravento emotivo della "tutela dei bambini" per smantellare i percorsi di affermazione di genere. Creare un panico morale, ignorare i professionisti della salute e, infine, legiferare in base ai tweet e ai pregiudizi.
Se la politica decide quali cure sono valide in base agli umori dei social network e alle intolleranze personali di un funzionario, non stiamo più parlando di sanità pubblica. Stiamo parlando di un inquietante controllo di Stato sui corpi delle minoranze. L'Inghilterra ci sta mostrando il futuro che ci aspetta se abbassiamo la guardia: l'Italia è pronta a respingere questa ondata di oscurantismo, o lascerà che i diritti vengano cancellati da una lettera alla volta?
Fonte: Biased letter opens Streeting’s puberty blockers decision up to challenge - Good Law Project · 12 marzo 2026
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