Trump a un passo dal cancellare i diritti trans. Domani tocca a noi?

Andrea Buttarelli · Generato con AI
Trump a un passo dal cancellare i diritti trans. Domani tocca a noi?

C'è un filo sottile che separa una democrazia matura dalle sue derive più oscure. Negli Stati Uniti, questo filo si chiama filibuster e Donald Trump sembra ormai determinato a tranciarlo di netto. Non per rispondere a un'emergenza economica, non per tutelare la sicurezza nazionale, ma per placare un'ossessione politica ben precisa: cancellare le persone transgender e restringere il diritto di voto delle minoranze.

Il piano per aggirare il Senato

A lanciare l'allarme è la giornalista ed esperta di diritti LGBTQ+ Erin Reed, che nella sua fondamentale newsletter Erin In The Morning fotografa una pressione trumpiana senza precedenti sui senatori repubblicani. L'obiettivo? Forzare le regole istituzionali e superare la soglia di garanzia dei 60 voti (il filibuster, appunto) per far passare a maggioranza semplice un pacchetto legislativo devastante.

Secondo gli analisti citati dalla testata, i repubblicani sarebbero ormai "a pochi voti di distanza" dal riuscire a scardinare questa regola storica. La situazione è precipitata, riporta Reed, a causa delle "richieste contro le persone transgender", combinate al recente e decisivo "cambio di rotta del senatore John Cornyn", che avrebbe aperto alla possibilità di aggirare l'ostruzionismo parlamentare. È una convergenza letale che rischia di trasformare in legge una retorica d'odio senza precedenti.

Il legame tossico tra identità e diritto di voto

Cosa significa tutto questo sul piano pratico? Se il filibuster cade su questo specifico provvedimento, le conseguenze saranno catastrofiche. Il ddl in questione non è solo un attacco frontale ai percorsi di affermazione di genere e all'esistenza stessa della comunità trans, ma si lega a doppio filo con il voter disenfranchisement, ovvero la privazione o complicazione del diritto di voto per specifiche fasce di popolazione.

Non è una coincidenza. La macchina reazionaria globale colpisce sempre in due direzioni simultanee: l'identità e la cittadinanza. La logica è brutale quanto chiara: chi non ha il diritto di esistere sui documenti e nella società, non deve avere nemmeno il diritto di votare per cambiare le cose.

L'onda lunga in Italia: la destra prende appunti

Perché, al di qua dell'oceano, questa notizia dovrebbe toglierci il sonno? Sarebbe estremamente miope pensare che le crociate di Washington si fermino ai confini americani. Il copione della destra statunitense viene regolarmente tradotto e importato dalle associazioni ultra-conservatrici (come i movimenti Pro Vita) e da larga parte della politica nostrana.

Mentre negli USA si tenta di scardinare le garanzie parlamentari, in Italia assistiamo già a un attacco sistematico ai centri per la disforia di genere — come l'ispezione punitiva all'ospedale Careggi ha tristemente ricordato — e a una retorica governativa che usa i corpi delle persone LGBTQ+ come arma di distrazione di massa. È vero, il nostro Paese vanta una legge pionieristica come la 164 del 1982 per la rettifica dell'attribuzione di sesso, ma manca di una vera protezione contro i crimini d'odio, sepolta insieme al DDL Zan tra le risate e gli applausi del Senato. Se a Washington sdoganano l'abolizione dei diritti per legge, state certi che a Roma qualcuno prenderà meticolosamente appunti.

Una sfera di cristallo per i nostri diritti

La mossa di Trump non è ancora definitiva. Stando alle fonti, mancano ancora "pochi voti", ma l'intensificarsi delle pressioni rende la minaccia concreta. Questa non è solo cronaca parlamentare estera: è il laboratorio globale di una destra che ha deciso di sacrificare i diritti civili sull'altare del consenso facile.

Dobbiamo iniziare a guardare all'America non come a uno specchio distante, ma come a una sfera di cristallo. Se la più grande democrazia del mondo decide che l'identità di genere è un'anomalia da sradicare distruggendo le sue stesse regole democratiche, quanto tempo passerà prima che quell'onda anomala si abbatta sulle nostre coste?

Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.

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