Texas: vietata la terapia psicologica ai giovani trans. Domani noi?

Non è mai stato solo un dibattito sui bloccanti della pubertà, sugli ormoni o sulla chirurgia. Il vero obiettivo, fin dall'inizio di questa spietata guerra culturale, era l'esistenza stessa delle persone transgender. E oggi, dagli Stati Uniti, ne arriva la prova definitiva.
Il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha gettato la maschera. Stando a quanto riportato dalle agenzie stampa statunitensi, Paxton ha deciso di estendere il divieto statale sulle cure di affermazione di genere per i minori (già in vigore nel Paese) includendovi anche la terapia psicologica. Avete letto bene. Nello Stato della stella solitaria non è più soltanto vietato prescrivere un farmaco a un adolescente trans, ma sta diventando illegale o perseguibile persino l'ascolto clinico affermativo.
La caduta dell'alibi conservatore
Questa mossa politica, feroce e chirurgica, fa crollare miseramente l'argomentazione classica della destra globale. Fino a ieri, il ritornello nei talk show e nei palazzi della politica era sempre lo stesso: "Dobbiamo proteggere i bambini da danni fisici irreversibili e da mutilazioni". Un'iperbole spesso scientificamente distorta, certo, ma che riusciva a fare presa sui dubbi dell'opinione pubblica moderata.
Oggi dobbiamo chiederci: quale "danno irreversibile" può causare la parola? Quale minaccia per la salute pubblica rappresenta una seduta di psicoterapia in cui un ragazzo o una ragazza può, magari per la prima volta nella vita, dare un nome alla propria disforia di genere in un ambiente protetto?
Vietare il supporto psicologico affermativo non significa tutelare i giovani. Significa costringerli, di fatto, a terapie di conversione mascherate o al silenzio assoluto. Significa isolarli, tagliare loro ogni ancora di salvezza emotiva e negare le parole per definirsi. I dati scientifici internazionali parlano chiaro: l'accesso a cure di affermazione di genere, inclusa l'accettazione psicologica, riduce drasticamente i tassi di ideazione suicidaria tra i giovani. Negare questo supporto significa condannare una generazione alla disperazione.
Il riflesso italiano: dal Texas a Firenze
Un oceano di distanza ci separa da Austin, eppure il vento gelido di questa crociata reazionaria soffia in modo inquietante anche sulle nostre istituzioni. Se negli Stati Uniti la strategia è il divieto legislativo e frontale, in Italia la tattica preferita dalla destra è l'intimidazione burocratica e politica, mirata a creare un pericoloso chilling effect, un effetto raggelante.
È impossibile non pensare, leggendo le notizie dal Texas, a quanto accaduto recentemente all'ospedale Careggi di Firenze. Mentre l'amministrazione texana vieta la psicoterapia, in Italia il Ministero della Salute invia ispettori nel principale centro pubblico specializzato per la disforia di genere nei minori. E perché? Per verificare presunte "irregolarità" proprio nei percorsi di supporto psicologico e psichiatrico, a seguito del polverone mediatico sollevato dalle interrogazioni del senatore Maurizio Gasparri e dalle campagne della rete Pro Vita.
Da noi non si vieta (ancora) l'accesso ai professionisti della salute mentale, ma si attaccano le eccellenze mediche per instaurare un clima di costante sospetto. Si spaventa la classe medica per rallentare, ostacolare e patologizzare all'estremo un percorso che dovrebbe essere un diritto basilare. È un paradosso crudele: mentre la nostra storica, seppur datata, Legge 164/82 richiede un rigoroso iter psicologico, la destra globale oltreoceano cerca di vietare quello stesso strumento clinico pur di sradicare l'identità trans in nuce.
Oltre la sanità, la negazione dell'esistenza
L'estensione del bando texano non è un incidente di percorso, ma un avvertimento globale. Ci ricorda, senza filtri, che chi oggi chiede "prudenza sui minori" domani chiederà il divieto totale anche per gli adulti, partendo dal proibire persino l'esplorazione del proprio sé in una stanza chiusa.
È questo il modello di società che vogliamo normalizzare? Un sistema che trasforma gli studi degli psicologi in potenziali scene del crimine e gli adolescenti in fantasmi senza diritto di parola?
Quando uno Stato ha così paura di te da vietarti perfino di parlare con un terapeuta, non sta legiferando sulla sanità. Sta cercando di cancellare la tua esistenza. E se pensiamo che questa repressione si fermerà ai confini del Texas, ci stiamo colpevolmente illudendo.
Fonte: Texas AG extends trans healthcare ban to include therapy · 5 marzo 2026
Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.
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