L'Ohio protegge per legge chi rifiuta i figli trans. Domani tocca all'Italia?

Andrea Buttarelli · Generato con AI
L'Ohio protegge per legge chi rifiuta i figli trans. Domani tocca all'Italia?

La famiglia dovrebbe essere il primo rifugio sicuro per un adolescente. In Ohio, per i giovani transgender, rischia di trasformarsi in una prigione legalizzata.

Come riportato dall'emittente statunitense NBC4 WCMH-TV, il parlamento dell'Ohio è attualmente teatro di un aspro scontro politico su un nuovo disegno di legge, ribattezzato "Affirming Families First Act" (House Bill 693). Il testo si nasconde dietro la rassicurante etichetta dei "diritti genitoriali", ma il suo obiettivo sembrerebbe essere uno solo: impedire ai servizi sociali di indagare per abusi o negligenza i genitori che rifiutano di riconoscere o supportare l'identità di genere dei propri figli.

I fatti: quando l'abuso diventa "libertà educativa"

Stando a quanto documentato da NBC4, il disegno di legge, promosso da legislatori repubblicani, prevede che il rifiuto di assecondare la transizione sociale di un minore non possa mai costituire un motivo per l'intervento delle autorità a tutela dell'infanzia. Non solo: il testo prevederebbe anche meccanismi per scardinare i divieti locali sulle cosiddette "terapie di conversione", pratiche pseudoscientifiche ampiamente condannate dalla comunità medica internazionale.

Il rappresentante Gary Click, uno dei promotori, ha difeso la misura con parole che tradiscono un'allarmante banalizzazione della sofferenza psicologica dei minori disforici: "Non è abuso su minore dire a tuo figlio che è tuo figlio o a tua figlia che è tua figlia", ha dichiarato.

Di tutt'altro avviso sono gli esperti e le opposizioni ascoltate durante le udienze. Jennifer Goldson, docente di diritto di famiglia alla Capitol University intervistata dalla rete, ha centrato il vero nodo giuridico ed etico della questione: "Questo disegno di legge fa pesare di più il diritto di un genitore di fare il genitore rispetto alla tutela degli interessi del minore". Ancora più dura la leader della minoranza democratica al Senato dell'Ohio, Nickie Antonio, che ha inquadrato perfettamente l'accanimento politico in atto: "Non sono del tutto sicura del perché, ma a quanto pare i due principali promotori di questa legge sono ossessionati dalle persone transgender".

L'arma della "guerra culturale"

L'analisi di questo scontro ci porta al cuore di una strategia politica ben precisa. Negli Stati Uniti, la retorica dei parental rights (diritti dei genitori) è diventata la clava con cui la destra conservatrice colpisce le minoranze. L'idea di fondo è sottile ma letale: trasformare il bambino da individuo portatore di diritti (alla salute, al benessere psicologico, all'identità) a mera estensione della famiglia, che avrebbe il diritto insindacabile di plasmarlo anche imponendo la propria ideologia.

Sappiamo che il rifiuto familiare è la causa principale dei tassi sproporzionati di depressione e tentativi di suicidio tra i giovani LGBTQ+. Legiferare per blindare il "diritto al rifiuto" significa, di fatto, istituzionalizzare l'abuso emotivo.

Perché l'Ohio ci riguarda da vicino

Sbaglia di grosso chi pensa che l'Ohio sia un mondo lontano. La retorica della "libertà educativa della famiglia" contrapposta a una fantomatica "ideologia gender" è esattamente la stessa che infiamma il dibattito politico in Italia.

Basti pensare alle costanti crociate contro le "carriere alias" nelle scuole italiane, spesso osteggiate da movimenti politici e pro-vita proprio in nome del "diritto di priorità" dei genitori sull'educazione. O alla violenta campagna di disinformazione che ha portato all'affossamento del DDL Zan, dipinto dai suoi detrattori come uno strumento per rubare alle famiglie il diritto di educare i figli. E non dimentichiamo un vuoto normativo gravissimo: a differenza di altri Paesi europei, in Italia non esiste ancora una legge nazionale che vieti esplicitamente le terapie di conversione.

Sebbene la nostra giurisprudenza tuteli il diritto all'identità personale, per i minori trans il percorso è ancora irto di ostacoli, lasciandoli spesso in balia delle convinzioni personali (o dei pregiudizi) della famiglia di origine.

Chi difende davvero i bambini?

La narrazione secondo cui questi provvedimenti servirebbero a proteggere i bambini è un capovolgimento della realtà. Come ricorda la professoressa Goldson ai microfoni di NBC4, il bilanciamento tra autorità dei genitori e tutela del minore è vitale, ma il superiore interesse del bambino dovrebbe sempre avere l'ultima parola.

Quando i "diritti" degli adulti vengono usati come scudo per calpestare l'identità dei più vulnerabili, non stiamo difendendo la famiglia. La stiamo trasformando da luogo di cura a tribunale inquisitorio.

L'Ohio sta tracciando una linea pericolosa, stabilendo per legge che l'amore condizionato è un diritto inalienabile. Siamo davvero sicuri di avere gli anticorpi sociali e legislativi per impedire che questa retorica diventi legge anche a casa nostra?

Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.

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