I medici Usa difendono le cure trans. In Italia regna l'oscurantismo

Andrea Buttarelli · Generato con AI
I medici Usa difendono le cure trans. In Italia regna l'oscurantismo

C'è un confine sottile tra il dogmatismo ideologico e la crudeltà di Stato, ed è esattamente su quel confine che la politica sta giocando con la pelle e la salute delle persone transgender. Ma per fortuna, ogni tanto, la scienza decide di scendere in campo e tirare uno schiaffo sonoro a chi vorrebbe cancellare intere esistenze per raggranellare qualche voto in più.

La notizia arriva dagli Stati Uniti e porta la firma della più grande e influente organizzazione medica della nazione. Come riportato puntualmente dalla testata indipendente e specializzata Erin In The Morning, l'American Medical Association (AMA) ha riaffermato senza mezzi termini una verità clinica tanto semplice quanto fondamentale: le cure di affermazione di genere sono "medicalmente necessarie". Niente "se", niente "ma", nessuna concessione al panico morale.

Stando a quanto riportato, l'AMA sta letteralmente "mettendo in chiaro le cose sull'assistenza sanitaria delle persone trans", sottolineando il suo pieno sostegno affinché le decisioni cliniche restino unicamente "nelle mani dei medici, dei pazienti e delle loro famiglie".

Un argine contro l'oscurantismo politico

Capite la portata e l'urgenza di questa presa di posizione? In un'America in cui decine di stati a trazione conservatrice sfornano quotidianamente leggi per vietare i bloccanti della pubertà, gli ormoni e gli interventi chirurgici – arrivando persino a minacciare azioni legali contro i pediatri e i genitori in stati come il Texas – la massima autorità scientifica del Paese si alza e dice basta.

La medicina non è, e non deve essere, un campo di battaglia per le guerre culturali. Curare la disforia di genere, accompagnare le persone nel loro percorso di affermazione, non è un capriccio estetico né il prodotto di una fantomatica "ideologia gender", come vorrebbero farci credere i soloni in TV. È un intervento salvavita, validato da decenni di ricerca empirica.

L'Italia e la caccia alle streghe sulle cure trans

E ora, voltiamoci verso casa nostra. Mentre l'AMA americana difende a spada tratta l'autonomia terapeutica e il benessere dei pazienti, in Italia stiamo assistendo a una drammatica regressione.

Siamo intrappolati in un labirinto burocratico e clinico disumano. I percorsi di transizione nel nostro Paese restano governati dalla Legge 164 del 1982 che, per quanto storicamente pionieristica, oggi mostra tutte le sue rughe e le sue pesanti derive patologizzanti. Per vedere riconosciuta la propria identità sui documenti, una persona trans in Italia deve ancora affrontare anni di iter psichiatrici interminabili, liste d'attesa infinite e tribunali, sotto lo sguardo giudicante di uno Stato che continua a patologizzare le identità.

Ma c'è di peggio. Anziché allinearsi alle linee guida internazionali per proteggere la salute della comunità LGBTQ+, una parte consistente della nostra politica ha avviato una vera e propria caccia alle streghe contro i centri ospedalieri specializzati. Basti pensare al polverone sollevato negli scorsi mesi attorno all'ospedale Careggi di Firenze. Sono bastate le interrogazioni di esponenti della maggioranza – tra cui il senatore Maurizio Gasparri – per spingere il Ministero della Salute a inviare ispettori nelle corsie del centro per la disforia di genere.

Il "crimine" dei medici fiorentini? Aver prescritto la triptorelina – un farmaco reversibile e cruciale per sospendere lo sviluppo puberale negli adolescenti trans – seguendo le prassi mediche avallate in tutto il mondo occidentale. In Italia, paradossalmente, se un medico fa il suo lavoro, ascolta la scienza e agisce per salvare un adolescente trans dal rischio altissimo di depressione e suicidio, rischia di finire sotto inchiesta politica o sui titoli strillati dei giornali.

La scienza si ascolta sempre, non a intermittenza

Qui risiede l'ipocrisia dilagante dei nostri legislatori: si invoca la "scienza" solo quando è conveniente. Quando le vere istituzioni scientifiche mondiali – dall'AMA, all'American Psychiatric Association, fino alla WPATH – certificano che l'assistenza per l'affermazione di genere è efficace e necessaria, improvvisamente certi politici si trasformano tutti in primari endocrinologi pronti a smentirle.

La dichiarazione dell'American Medical Association dovrebbe essere stampata a caratteri cubitali e affissa nei corridoi del Ministero della Salute e nelle aule parlamentari. Affidare le decisioni mediche agli specialisti e a chi vive sulla propria pelle queste realtà, tenendo fuori l'ideologia reazionaria dalle corsie d'ospedale, non è una gentile concessione: è il fondamento di uno Stato di diritto.

La domanda, a questo punto, non può più essere ignorata: fino a quando permetteremo che il diritto alla salute di migliaia di cittadini e cittadine venga barattato per compiacere la propaganda elettorale di chi non ha mai letto un paper scientifico in vita sua?

Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.

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