L'India cancella le persone trans per legge. Domani tocca a noi?

Non serve un romanzo distopico per descrivere la cancellazione di un'intera fetta di umanità: basta leggere la cronaca parlamentare indiana. Il 13 marzo 2026, il governo di Nuova Delhi ha presentato il Transgender Persons (Protection of Rights) Amendment Bill, 2026. Un nome burocratico e rassicurante per nascondere una violenza di Stato senza precedenti.
Come riporta il quotidiano The Hindu, in un'inchiesta lucidamente intitolata "Fighting a looming threat of erasure" (Combattere la minaccia incombente della cancellazione), la comunità LGBTQ+ indiana è scesa in piazza a decine di migliaia. Il motivo? Il nuovo disegno di legge stralcia decenni di conquiste civili, eliminando di netto il principio dell'autodeterminazione e trasformando i corpi trans in proprietà dello Stato.
La patologizzazione di Stato
Fino a ieri, l'India offriva un modello giuridico d'avanguardia in Asia. Dal 2014, grazie a una storica sentenza della Corte Suprema (NALSA), il diritto all'identità di genere autopercepita era una realtà giuridica. Ora, il nuovo ddl elimina letteralmente le parole "uomini trans, donne trans e genderqueer" dalle definizioni legali. Il riconoscimento viene limitato a specifiche identità socio-culturali regionali (come gli hijra o i kinner) o a variazioni intersessuali. Se sei un uomo o una donna trans e non rientri in queste antiche categorie, per lo Stato semplicemente non esisti più.
Ma il testo va oltre e instaura un vero e proprio stato di sorveglianza medica. Impone infatti che le strutture sanitarie riferiscano i dettagli di chi si sottopone a percorsi di affermazione di genere direttamente a un magistrato distrettuale. Come denunciano gli attivisti sulle pagine di The Hindu, l'emendamento "viola il diritto fondamentale all'identità di genere autopercepita" e sostituisce l'autodeterminazione con un rigido controllo clinico e amministrativo. Non è protezione, è schedatura.
L'identità non è un certificato: perché ci riguarda
Potremmo pensare che l'India sia lontana, ma la furia ideologica contro l'autodeterminazione non ha confini. Nelle piazze di Nuova Delhi si leggono cartelli con scritto: "Trans lives are not for the state to redefine" (Le vite trans non spettano allo Stato per essere ridefinite) e "Identity is not a certificate". Sono slogan che dovrebbero risuonare con forza drammatica anche in Italia.
Nel nostro Paese, la storica Legge 164 del 1982 è stata pionieristica, ma per decenni ha costretto le persone trans a un calvario medico, psichiatrico e giudiziario prima di ottenere documenti conformi alla propria identità. È servito l'intervento della Corte Costituzionale nel 2015 per chiarire definitivamente che l'intervento chirurgico non è un prerequisito obbligatorio per la rettifica anagrafica. Eppure, oggi, il clima politico italiano è tutt'altro che rassicurante. Mentre il DDL Zan è stato affossato tra gli applausi in Senato, l'identità di genere viene quotidianamente bollata da certa politica e da certa stampa come "pericolosa ideologia". Le recenti ispezioni ministeriali in centri di eccellenza per l'affermazione di genere come il Careggi di Firenze dimostrano una volontà strisciante: riportare i percorsi trans sotto una lente di perenne sospetto e iper-medicalizzazione.
Il campanello d'allarme
Quello che accade in India è la prova tangibile che i diritti civili non sono mai incisi nella pietra, ma scritti a matita. Quando uno Stato decide di riappropriarsi dei corpi dei suoi cittadini, trasformando un percorso identitario in una pratica da tribunale o in un'indagine clinica, la democrazia intera fa un passo indietro.
Le decine di migliaia di persone che oggi protestano a Nuova Delhi ci ricordano che il diritto di esistere non può dipendere dalla concessione di un burocrate o dal timbro di un medico. Oggi il governo indiano tenta di cancellare le persone trans dai documenti con un tratto di penna. Siamo davvero sicuri che, nei palazzi della politica europea e italiana, qualcuno non stia prendendo appunti?
Fonte: Fighting a looming threat of erasure: The outrage over amendments to trans rights law - The Hindu · 20 marzo 2026
Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.
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