Cure negate: Londra cancella il 97% degli studi. E l'Italia?

Se volete dimostrare a tutti i costi che la Terra è piatta, vi basta semplicemente ignorare il 97% delle fotografie satellitari. È esattamente questo il tragico gioco di prestigio che sembrerebbe aver messo in atto l'NHS, il sistema sanitario nazionale dell'Inghilterra, per colpire la comunità transgender.
I numeri di un'epurazione scientifica
Stando a quanto riportato in questi giorni dalla testata indipendente Erin In The Morning e ampiamente dibattuto dalla vasta comunità di r/transgender su Reddit, lunedì l'NHS England ha pubblicato dieci nuove "revisioni delle evidenze" sull'efficacia delle terapie ormonali per i giovani transgender. Il verdetto ufficiale? La qualità delle prove è stata giudicata "bassa", portando come conseguenza un divieto immediato per le nuove prescrizioni di ormoni ai minori di 18 anni all'interno del sistema pubblico.
Ma è leggendo i numeri della metodologia che si materializza il vero scandalo: su 547 studi completi analizzati dai ricercatori britannici, ne sono stati inclusi solamente 17. Parliamo di un tasso di esclusione del 97%.
Quando la politica indossa il camice
Come si cancella un intero decennio di progressi medici e psicologici? Semplice: creando criteri di esclusione talmente stringenti, inflessibili o frammentati da rendere pressoché impossibile il raggiungimento di una "sufficienza" statistica. Secondo le denunce sollevate dagli esperti e dai giornalisti di settore, invece di condurre un'unica revisione completa ed equilibrata, l'NHS avrebbe frammentato il quesito clinico in dieci micro-revisioni separate (analizzando in modo isolato la somministrazione di soli estrogeni, solo testosterone, o combinazioni specifiche). Questo approccio ha l'effetto pratico di diluire enormemente il peso delle evidenze.
Così facendo, decine di studi cruciali che nel corso dell'ultimo decennio hanno ampiamente dimostrato l'impatto vitale dell'assistenza affermativa del genere — sottolineando in particolare la drastica riduzione dei tassi di depressione, ansia clinica e ideazione suicidaria tra gli adolescenti — sono stati messi alla porta per ragioni definite "insensate" dai critici.
Questa non assomiglia affatto a una doverosa cautela medica. Sembrerebbe, piuttosto, un pericoloso caso di politicizzazione della salute pubblica. L'impressione, condivisa da attivisti e ricercatori, è che si sia partiti da una tesi politica precostituita (l'assunto che "le cure non funzionano") modellando poi i criteri scientifici di esclusione per garantire che i dati finali assecondassero il risultato politico desiderato.
Un precedente che fa tremare l'Italia
Perché questa brutta pagina di politica sanitaria, scritta oltre la Manica, dovrebbe allarmare anche noi in Italia? La risposta è inquietante: la strategia della "scienza manipolata" è un prodotto di esportazione perfetto.
Nel nostro Paese stiamo già assistendo a una crescente ingerenza della politica nei delicati percorsi sanitari. Basti pensare alle recenti, accesissime polemiche e alle ispezioni ministeriali — innescate dalle interrogazioni del senatore Maurizio Gasparri — presso l'ospedale Careggi di Firenze. Il bersaglio di quegli attacchi non erano forse gli stessi percorsi di affermazione di genere per i minori e l'uso dei farmaci bloccanti della pubertà?
Il nostro quadro normativo è drammaticamente fragile. L'Italia si appoggia ancora su una legislazione pionieristica ma ormai anagraficamente datata (la Legge 164 del 1982) e continua a vivere un profondo vuoto normativo sulle tutele civili, una ferita rimasta aperta dopo l'affossamento del DDL Zan. L'attuale clima politico, pesantemente intriso di retorica "anti-gender", non aspetta altro che potersi fregiare di un precedente internazionale come quello inglese. Se un'istituzione del calibro dell'NHS decreta che la letteratura a supporto delle vite trans è "insufficiente", c'è il rischio concreto che qualche esponente politico nostrano sventoli quel documento in Parlamento per chiedere la chiusura dei nostri centri specializzati.
Ideologia di Stato contro vite reali
La pelle delle persone transgender, e in modo particolare degli adolescenti più vulnerabili, non può continuare a essere il campo di battaglia su cui una certa politica identitaria costruisce i propri cinici consensi. Privare un giovane di cure essenziali, manipolando o ignorando i dati clinici pur di assecondare un panico morale, rappresenta una forma di violenza istituzionale intollerabile.
Oggi il sistema sanitario inglese cancella il 97% della ricerca scientifica pur di giustificare la negazione dei diritti di migliaia di ragazzi e ragazze. La domanda, scomoda ma ineludibile, resta una sola: se i fatti e le vite umane non contano più nulla di fronte all'ideologia, quanto tempo manca prima che questa stessa scure si abbatta definitivamente anche su di noi?
Fonte: New NHS England Review Excluded 97% Of All Trans Studies To Say Care Doesn't Work · 10 marzo 2026
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