«Cacciate i bimbi trans». Il ricatto del Pentagono agli Scout fallisce

Andrea Buttarelli · Generato con AI
«Cacciate i bimbi trans». Il ricatto del Pentagono agli Scout fallisce

Cosa succede quando l'apparato militare più potente del mondo decide di dichiarare guerra a un gruppo di ragazzini? Semplice: usa il ricatto. Secondo quanto discusso in queste ore sulla comunità Reddit r/transgender e confermato dalle principali testate internazionali, Pete Hegseth, il neo Segretario della Difesa statunitense voluto da Donald Trump, ha tentato di usare il peso del Pentagono per costringere Scouting America (l'organizzazione nota un tempo come Boy Scouts) a cacciare i giovani transgender dai propri ranghi. La risposta dell'associazione? Un clamoroso e inaspettato "no".

Il bullismo di Stato non paga

I fatti sono inquietanti. In un video carico di retorica anti-woke pubblicato su X venerdì 27 febbraio 2026, Hegseth aveva cantato vittoria. Aveva annunciato trionfalmente che, sotto la minaccia di tagliare i legami storici e i fondi logistici tra l'esercito e gli scout, l'organizzazione aveva ceduto ai suoi diktat. "Scouting America modificherà la sua politica per chiarire che l'iscrizione si baserà esclusivamente sul sesso biologico alla nascita e non sull'identità di genere", ha dichiarato il Segretario, aggiungendo il divieto per "ragazzi e ragazze biologici" di condividere tende o bagni. Un vero e proprio assalto ideologico per sradicare quella che Hegseth definisce "la spinta della cultura woke" e il "mito distruttivo della fluidità di genere".

C'era solo un problema: la sua era una forzatura smentita dai diretti interessati.

Se da un lato Scouting America ha dovuto ingoiare rospi amari pur di mantenere il supporto militare — come l'eliminazione dei programmi DEI (Diversità, Equità e Inclusione) e l'introduzione di nuovi badge al merito legati al servizio militare — sulla pelle dei ragazzini trans ha tracciato una linea rossa invalicabile. Roger Krone, presidente e CEO dell'organizzazione, ha smentito le affermazioni di Hegseth con una dichiarazione lapidaria all'Associated Press: "Abbiamo persone transgender nel nostro programma e le avremo anche in futuro". Un portavoce ha poi ribadito alla stampa che l'organizzazione accetta i giovani transgender dal 2017 e "continuerà a lavorare con le famiglie per garantire che i giovani transgender si sentano benvenuti".

L'ossessione politica per il controllo dei corpi

Questa vicenda va oltre i confini delle foreste americane in cui i ragazzi imparano ad accendere un fuoco e a fare nodi. È l'emblema di un'amministrazione che non esita a usare il budget della Difesa per imporre una specifica e crudele visione del mondo. Hegseth sogna il ritorno a un'epoca mitologica in cui gli scout "trasformavano i ragazzi in uomini", ignorando che l'inclusione delle ragazze e delle minoranze ha letteralmente salvato un'organizzazione che in passato rischiava la bancarotta per via di devastanti cause legali legate ad abusi.

C'è qualcosa di profondamente distopico nel vedere un Segretario della Difesa usare i propri poteri istituzionali per accanirsi contro la possibilità che un adolescente trans possa ottenere una spilletta al merito in un ambiente sicuro. Ma è un copione che, fatte le dovute proporzioni, conosciamo benissimo anche dalle nostre parti.

E in Italia?

Se guardiamo al contesto italiano, la crociata contro l'"ideologia gender" (un'etichetta vuota usata strategicamente per terrorizzare i genitori) è ormai il pane quotidiano della politica conservatrice. Abbiamo assistito al blocco del DDL Zan contro i crimini d'odio, ai continui attacchi governativi contro le carriere alias per gli studenti trans nelle scuole (spesso osteggiate con diffide formali da esponenti di maggioranza), e alla costante retorica che dipinge l'identità di genere come una minaccia alla società. E questo nonostante in Italia la riassegnazione di genere sia un diritto tutelato fin dall'approvazione della storica Legge 164/82.

Anche all'interno dello scoutismo italiano, realtà come il CNGEI (laico) e l'AGESCI (cattolico) affrontano quotidianamente il tema dell'inclusione. Il CNGEI ha da tempo adottato documenti e policy molto avanzate per garantire spazi sicuri per le persone LGBTQ+ e percorsi di affermazione di genere. L'idea che lo Stato possa intervenire pesantemente nell'autonomia di queste associazioni per imporre discriminazioni sui minori ci sembra assurda, ma gli Stati Uniti ci dimostrano quanto il confine tra ingerenza e ricatto sia sottile. Immaginate se domani un ministro italiano minacciasse di tagliare i fondi della Protezione Civile o negasse l'uso di spazi pubblici a un'associazione giovanile solo perché quest'ultima si rifiuta di espellere i propri iscritti transgender.

Una lezione di coraggio civile

Scouting America non è certo un'organizzazione dai tratti rivoluzionari o eversivi. Parliamo di un pilastro tradizionale della società statunitense, profondamente legato alle istituzioni. Eppure, trovandosi con le spalle al muro sotto la minaccia esplicita del Pentagono, ha ricordato a tutti cosa significhi davvero difendere i propri valori. Proteggere i membri più vulnerabili — in questo caso, i bambini e gli adolescenti in transizione — è stato ritenuto molto più importante che compiacere un esponente politico ossessionato dall'esclusione.

Oggi il Pentagono, nonostante il suo ineguagliabile potere di fuoco, ha incassato una sconfitta su un campo di battaglia imprevisto, imparando una lezione che dovrebbe risuonare anche nei palazzi del potere europei e italiani. I governi possono minacciare, possono provare a ritirare i fondi e possono fare la voce grossa. Ma se anche un'organizzazione centenaria trova il coraggio di dire "i nostri ragazzi non si toccano", noi cosa siamo disposti a fare per difendere i nostri?

Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.

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