«Aborto fino al parto nel Regno Unito». La bufala che terrorizza l'Europa.

Andrea Buttarelli · Generato con AI
«Aborto fino al parto nel Regno Unito». La bufala che terrorizza l'Europa.

C'è una regola d'oro nella propaganda anti-scelta: se non puoi vincere sul piano dei diritti civili fondamentali, buttala in caciara creando un mostro inesistente. È esattamente quello che sta accadendo in questi giorni con la diffusione virale di una notizia tanto allarmante quanto clamorosamente falsa: l'idea che il Regno Unito abbia appena autorizzato le interruzioni di gravidanza fino all'istante prima della nascita.

A smontare questa colossale fake news è intervenuta Euronews, che in un suo recente approfondimento ha evidenziato come "titoli fuorvianti sostengano che il Regno Unito abbia legalizzato l'aborto fino al parto". Secondo l'emittente, "una rete di testate europee online e post sui social" ha deliberatamente cavalcato "una confusione tra i termini 'depenalizzazione' e 'legalizzazione'" per scatenare un panico morale su scala internazionale.

I fatti dietro la manipolazione

Cosa è successo davvero nel Parlamento britannico? Il 18 marzo 2026, la Camera dei Lord ha votato per mantenere la Clausola 208 all'interno del Crime and Policing Bill. Questa misura storica non cancella i rigidi limiti temporali per l'interruzione di gravidanza per il personale medico (che nel Regno Unito restano ancorati alle 24 settimane), ma fa un passo avanti essenziale sul piano della dignità umana: depenalizza le donne che pongono fine alla propria gravidanza.

Fino a ieri, il sistema britannico si basava ancora sull'arcaico Offences Against the Person Act del 1861, una legge che prevedeva perfino l'ergastolo per le donne sospettate di aver abortito fuori dai canali ufficiali, innescando inchieste di polizia crudeli e invasive persino di fronte a tragici aborti spontanei. Depenalizzare significa semplicemente che lo Stato smette di trattare una donna come una criminale. Significa far rientrare l'aborto nel perimetro esclusivo della sanità pubblica, e non in quello del codice penale.

Eppure, come riporta Euronews, la notizia è stata distorta ad arte da organizzazioni religiose e figure politiche conservatrici, che hanno interpretato "la rimozione della responsabilità penale come se significasse che l'aborto fosse stato completamente autorizzato in qualsiasi fase".

Il terrorismo psicologico e il contesto italiano

Questa non è semplice faciloneria giornalistica, ma una strategia del terrore ben calcolata. Confondere intenzionalmente la fine dei processi penali per le donne con la "legalizzazione fino al nono mese" serve a dipingere le pazienti come assassine spietate e le istituzioni come complici di un presunto infanticidio.

Per noi in Italia, questo campanello d'allarme suona in modo fin troppo familiare. Nel nostro Paese, l'accesso all'aborto garantito dalla Legge 194/78 è costantemente sotto assedio, minato da tassi di obiezione di coscienza che in alcune strutture superano l'80% e da recenti provvedimenti governativi che hanno aperto le porte dei consultori pubblici alle associazioni anti-abortiste. La narrazione dell'aborto come "omicidio a termine" è esattamente lo stesso tipo di disinformazione che viene importata da noi per giustificare campagne colpevolizzanti (pensiamo ai famosi manifesti shock nelle nostre strade) e per stringere ulteriormente le maglie della nostra già precaria autonomia riproduttiva.

Le parole sono importanti e plasmano la realtà. Continuare a evocare reati, colpe e manette quando si parla di salute riproduttiva ha un solo scopo: mantenere le donne in uno stato di perenne subalternità e paura. Il voto britannico è stato un limpido atto di compassione e civiltà giuridica; averlo trasformato in uno spauracchio per fini ideologici è un atto di violenza politica.

La vera domanda che dobbiamo farci, mentre vediamo scorrere sulle nostre bacheche questi titoli fuorvianti, non è "cosa stanno facendo nel Regno Unito?". La vera domanda è: chi ha così tanta paura della libertà delle donne da dover inventare l'ennesima mostruosa bugia pur di mantenere il controllo sui loro corpi?

Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.

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