Aborto e diritti LGBTQ+: la tua libertà è solo un codice postale?

Dimmi dove sei nato e ti dirò se il tuo amore è un diritto o una colpa. Se il tuo corpo ti appartiene o è proprietà dello Stato.
A ricordarci questa cruda verità è l'ultimo studio del Pew Research Center sulla moralità nel mondo (condotto nel 2025), ripreso e analizzato in Italia dalla testata divulgativa Geopop. Sondando l'opinione pubblica di 25 Paesi su nove comportamenti chiave della sfera sessuale e personale – dal consumo di alcolici al gioco d'azzardo – emerge un quadro desolante, ma tristemente prevedibile: i diritti civili non sono una conquista universale, bensì una colossale lotteria geografica.
Il tribunale della geografia
Stando a quanto riportato da Geopop, mentre il tradimento coniugale è "l'unico comportamento che viene condannato quasi universalmente da tutti", divorzio e uso di contraccettivi sono ormai stati sdoganati quasi ovunque. Ma quando si tocca il corpo delle donne e le vite delle persone LGBTQ+, la bussola dei diritti impazzisce. Le tematiche più divisive a livello globale restano proprio l'omosessualità e l'aborto.
"Le opinioni su omosessualità, tradimenti e aborto mostrano sensibili differenze in base alla geografia", si legge nell'articolo originale. E le religioni giocano a dadi con la pelle altrui, influenzate più dai confini politici che dai testi sacri: basti pensare che in Indonesia il 93% dei musulmani bolla l'aborto come moralmente sbagliato, mentre in Israele la percentuale crolla al 33% tra chi professa la stessa fede. Anche tra i cristiani le contraddizioni abbondano: lo studio rivela che "i Protestanti sono più inclini dei Cattolici dello stesso Paese" a considerare l'omosessualità un errore morale.
Patriarcato e convenienza
Ecco il punto cruciale dell'analisi. Chiamiamo "morale" quella che, a tutti gli effetti, è pura convenienza sociale mista a patriarcato. Perché la società globale ha deciso di perdonare il divorzio, ma continua a polarizzarsi in modo feroce sull'aborto e sull'essere queer? La risposta è semplice: il divorzio serve e fa comodo anche agli uomini eterosessuali e cisgender, dunque la "morale" si è opportunisticamente adattata.
Al contrario, l'autodeterminazione riproduttiva femminile e l'esistenza stessa di relazioni fuori dall'eteronormatività smantellano le fondamenta di un sistema di potere conservatore millenario. Mettere i diritti umani fondamentali in un calderone di vizi da sondare – al pari del consumare marijuana o del guardare porno – legittima la tossica idea che la libertà personale sia una mera questione di gusti popolari.
L'illusione italiana
E noi italiani? Prima di guardare con superiorità alle teocrazie lontane o a certe derive dell'est Europa, faremmo bene a guardarci in casa. Siamo parte di quei 25 Paesi analizzati, ma la nostra "accettabilità morale" viaggia su un filo sottilissimo.
Viviamo in una nazione che si definisce civile, eppure non ha mai avuto il coraggio politico di approvare una legge minima contro l'omolesbobitransfobia, affossando il DDL Zan tra gli applausi in Senato. Siamo il Paese in cui la Legge 164/82 per l'affermazione dell'identità di genere rimane, nei fatti, un percorso a ostacoli burocratico e psichiatrizzante. Siamo lo Stato in cui l'aborto è tecnicamente legale da decenni grazie alla Legge 194, ma viene quotidianamente ostacolato da percentuali di obiettori di coscienza che in alcune strutture superano l'80%, costringendo le donne a mortificanti viaggi della speranza.
Tollerati o liberi?
La verità che questo studio del Pew Research Center ci sbatte in faccia è ineludibile: i diritti civili non possono essere un sondaggio d'opinione. Non possono dipendere dal codice di avviamento postale, né dal testo sacro che la maggioranza dei tuoi vicini di casa tiene sul comodino.
Se la libertà di essere chi sei e di decidere per il tuo corpo dipende unicamente da dove metti piede, allora non sei davvero libero. Sei solo temporaneamente tollerato. E domani, se dovesse cambiare il vento politico, chi ci garantisce che saremo ancora dal lato "giusto" del confine?
Fonte: Omosessualità, aborto e tradimenti, giusto o sbagliato dipende da dove vivi: lo studio sulla moralità nel mondo - Geopop · 16 marzo 2026
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