5mila dollari al giorno per un bagno: la caccia ai trans in Texas

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5mila dollari al giorno per un bagno: la caccia ai trans in Texas

Immaginate una scuola superiore costretta a pagare 5.000 dollari al giorno per un "crimine" inaudito: aver permesso a un'adolescente di fare la pipì. Non è la trama di un pessimo romanzo distopico, ma l'ennesima, grottesca realtà del Texas.

Stando a quanto riportato dal quotidiano statunitense Chron.com e rilanciato dalle attivissime comunità di r/transgender e r/texas su Reddit, il Procuratore Generale Ken Paxton ha deciso di mostrare i muscoli in vista delle prossime elezioni. Il bersaglio? Il distretto scolastico pubblico di Austin (Austin ISD). La minaccia? Una sanzione di 5.000 dollari al giorno se la scuola si rifiuterà di applicare rigorosamente la famigerata "bathroom bill" (la legge texana SB 8), che obbliga le persone transgender a usare esclusivamente i bagni corrispondenti al sesso assegnato alla nascita.

La caccia alle streghe nei licei

Tutto è scaturito dalla singola lamentela di un genitore che, supportato dal gruppo conservatore Texas Values, ha segnalato la presenza di quello che ha definito un "studente maschio" nel bagno delle ragazze della Austin High School. Poco importa che, come sottolinea puntualmente la stampa americana, lo status di genere della persona coinvolta non sia nemmeno stato verificato. Per Paxton, tanto è bastato: ha inviato una diffida ufficiale dando alla scuola 15 giorni di tempo per "curare" (usando proprio l'inquietante termine burocratico inglese "cure") la presunta violazione.

Questo non è diritto pubblico, è bullismo istituzionale. La legge texana agisce in modo subdolo: non multa direttamente gli individui, ma colpisce i bilanci degli enti locali. In questo modo, strangola economicamente le scuole pubbliche finché non si trasformano in ausiliari della "polizia di genere". È una mossa politica cinica e calcolata, giocata letteralmente sulla pelle di adolescenti che avrebbero solo bisogno di studiare in un ambiente sicuro, non di essere usati come carne da macello per la campagna elettorale di un politico.

Un'onda anomala che minaccia l'Italia

Prima di derubricare il Texas a un lontano pianeta abitato da estremisti, dovremmo guardare in casa nostra. È vero, l'Italia non ha (ancora) una "bathroom bill", ma il clima politico non è poi così distante.

Basti pensare alla vera e propria crociata intrapresa dall'attuale governo e da svariate associazioni ultraconservatrici contro le Carriere Alias nelle scuole italiane, strumenti di buonsenso che servono esattamente a garantire privacy e serenità agli studenti in transizione. Mentre il DDL Zan contro i crimini d'odio è stato affossato tra gli applausi in Senato e la nostra legge di riferimento per la riassegnazione di genere (la storica, ma ormai datata, L. 164) risale al 1982, la narrazione tossica non cambia: dipingere le persone trans come un "pericolo" per le donne e i bambini è la stessa, identica tattica usata da Paxton in Texas.

Quando la politica si riduce a voler ispezionare i bagni dei licei per raccattare qualche voto reazionario, non sta proteggendo la sicurezza di nessuno: sta solo disperatamente mascherando il vuoto pneumatico delle proprie idee sociali.

Il Texas ci sta mostrando un laboratorio dell'intolleranza in tempo reale. La vera domanda, per noi italiani ed europei, non è se questa marea d'odio proverà a varcare l'oceano, ma se avremo le difese immunitarie e le leggi per respingerla quando, inesorabilmente, busserà alle porte delle nostre scuole.

Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.

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